Cosa è

Il Reverse Captive Cooperfidi in breve

È un programma di reverse factoring pro-soluto orchestrato da Cooperfidi tramite la piattaforma PCC, che mette in collegamento un Grande Debitore (Buyer), i suoi fornitori e un pool di 13 Factor partner.

Il Buyer firma un preventivo accordo con i suoi fornitori per il pagamento anticipato con sconto in fattura. La piattaforma PCC gestisce, archivia e automatizza l'intero flusso, dalle proposte alla generazione contrattuale fino al regolamento finale.

I caratteri distintivi del modello Cooperfidi:

  • Pagamento al 100% del valore della fattura riconosciuta al fornitore
  • Oneri factoring a carico esclusivo del Buyer
  • Tassi ancorati al merito di credito del Buyer, non del fornitore
  • Nessuna struttura societaria captive da costituire
  • Nessuna variazione nei dati di bilancio del Buyer
Schema Reverse Captive Cooperfidi: accordo preventivo tra Debitore, Piattaforma PCC e Cedente, e flusso operativo con il Factor
Come funziona

Il flusso operativo in 4 step

Dal momento dell'emissione della fattura all'incasso da parte del fornitore, ogni passaggio è digitalizzato e tracciato sulla piattaforma PCC.

1

Emissione fattura

Il fornitore emette fattura al buyer per beni o servizi forniti.

2

Caricamento su PCC

Il buyer conferma le fatture approvate sulla piattaforma.

3

Anticipo al fornitore

L'operatore factor paga in anticipo l'importo al fornitore a tasso captive.

4

Saldo a scadenza

Alla scadenza il buyer paga il factor secondo i termini concordati.

Confronto modelli

Reverse Tradizionale, Captive Tradizionale e Captive Cooperfidi

Le tre principali strutture di Supply Chain Finance a confronto, sui parametri che contano davvero per CFO e tesorieri.

Modello A

Reverse Tradizionale

Il Buyer firma un accordo con un Factor che, su richiesta del fornitore, anticipa il credito. L'onere factoring grava sul fornitore.

  • Struttura societaria: Nessuna
  • Onere factoring: A carico del Fornitore
  • Tasso: Merito credito Fornitore
  • Profit per Buyer: Nessuno
  • Impatto bilancio Buyer: Nessuno
Modello B

Captive Tradizionale

Il Buyer controlla una propria società di factoring (iscritta art. 106 TUB) e la consolida in bilancio. Massima personalizzazione ma alta complessità.

  • Struttura societaria: Sì (società dedicata)
  • Onere factoring: A carico del Fornitore
  • Tasso: Merito credito Fornitore
  • Profit per Buyer: Sì (interno)
  • Impatto bilancio Buyer: Consolidamento + vigilanza
Il modello Cooperfidi Modello C

Reverse Captive Cooperfidi

Accordo Buyer-Fornitore mediato dalla piattaforma PCC. Il Buyer paga tutti gli oneri, il fornitore riceve il 100%. Massima semplicità e flessibilità.

  • Struttura societaria: Nessuna
  • Onere factoring: A carico Buyer
  • Tasso: Merito credito Buyer
  • Profit per Buyer: Sì (via sconto in fattura)
  • Impatto bilancio Buyer: Nessuno
Esempio operativo

Come funziona, numeri alla mano

Esempio semplificato con una fattura di valore 100, per mostrare i flussi economici di tutte le parti.

1

Fattura caricata

Il fornitore carica fatture per valore € 100.

2

Proposta Buyer

Il Buyer invia proposta di pagamento anticipato con sconto 3,50.

3

Accetta & cede

Il fornitore accetta, emette nota di credito di 3,50 e incassa € 96,50.

4

Profit Buyer

A scadenza paga € 96,50. Profit netto = € 1,00 (3,50 − 2 onere factor − 0,50 piattaforma).

Per il Fornitore

Valore fattura€ 100,00
Nota di credito (sconto)− 3,50
Incasso netto€ 96,50

Liquidità immediata, nessun onere factoring a carico, miglioramento PFN e rating.

Per il Buyer

Sconto in fattura+ 3,50
Onere factoring− 2,00
Costo piattaforma− 0,50
Profit netto€ 1,00

Profitto generato dallo sconto, mantenendo intatto il ciclo di pagamento commerciale.

Per il Factor

Anticipato al fornitore€ 96,50
Incassato dal Buyer€ 96,50
Operating income€ 2,00

Reddito interessante senza competizione lato cedente.

Trend di mercato

Supply Chain Finance in Italia: una crescita a doppia cifra

Secondo l'osservatorio del Politecnico di Milano, il mercato della SCF italiana sta crescendo a un CAGR tra l'8% e il 10%. Le aziende riconoscono nel SCF uno strumento strategico per la resilienza della supply chain.

Il Reverse Factoring captive è la struttura più adottata dai grandi gruppi industriali e infrastrutturali, perché combina:

  • Trattamento contabile pro-soluto per il buyer (IFRS 9)
  • Tasso captive più vantaggioso del rating del fornitore
  • Stabilità della filiera in scenari di stress finanziario
Mercato SCF Italia · StimeFonte: Osservatorio SCF
Volumi 2024
€ 89 mld
▲ 9% YoY
CAGR atteso
8-10%
▲ 2024-2028
Reverse factoring
~40%
quota SCF
Adozione PMI
+22%
YoY
Benefici

Due prospettive, una piattaforma

  • DPO estesoAllungamento dei termini di pagamento senza pregiudizio per la filiera, grazie all'anticipo concesso al fornitore.
  • Miglioramento marginiPossibilità di rinegoziare condizioni sconto/saldo in cambio dell'accesso al programma factoring captive.
  • IAS / IFRS compliantOperazioni strutturate pro-soluto per non riclassificare i debiti come debiti finanziari.
  • Resilienza filieraFornitori più liquidi, riduzione del rischio di insolvenze e interruzioni operative.
  • Bonus ESGPremia i fornitori virtuosi con condizioni di favore: leva concreta sui KPI di sostenibilità, in base al factor di riferimento.
  • Power BI analyticsVisibilità totale su plafond, performance per fornitore, profitto netto e KPI di filiera.
  • Liquidità immediataAnticipo crediti già approvati dal buyer, in 2-4 giorni lavorativi.
  • Riduzione DSODa 90-120 giorni di attesa a incasso quasi immediato. Più capitale circolante, meno tensioni.
  • Tasso captiveBeneficio del rating del grande buyer: tassi molto più vantaggiosi del proprio rating.
  • Zero commissioni di adesioneL'accesso al programma è gratuito: l'onere è del programma sponsor.
  • Onboarding digitaleIscrizione interamente online, firma digitale, contratti standardizzati e veloci.
  • Cruscotto operativoTracciamento di ogni pratica, esiti, documenti scaricabili sempre disponibili.
Domande frequenti

Le risposte alle domande più comuni

La soluzione è pensata per grandi buyer che corrispondono i pagamenti ai propri fornitori con termini compresi tra 60 e 150 giorni e che dispongono di un fatturato dell'ordine di almeno 100 milioni di euro. In questi contesti il programma captive esprime al meglio i propri benefici per l'intera filiera.

Nel factoring tradizionale è il fornitore che cede i suoi crediti a un factor. Nel reverse factoring captive, invece, è il buyer a sponsorizzare un programma centralizzato: i suoi fornitori possono cedere a tassi vantaggiosi (legati al rating del buyer) e con processi standardizzati.

Sì. Le operazioni sono strutturate per garantire la derecognition dei crediti per il fornitore e per evitare la riclassificazione dei debiti commerciali come debiti finanziari per il buyer. Il programma è validato con il supporto di primarie società di revisione.

Dipende dalla complessità della filiera. In media: 4-6 settimane per la definizione del programma, contratti e onboarding sistemico; 2-4 settimane ulteriori per l'onboarding dei primi fornitori. Il time-to-cash dal primo caricamento fattura è tipicamente di 48 ore.

I programmi captive sono efficienti a partire da volumi di fatturato annuo cedibile dai fornitori di circa 20 milioni di euro. Per volumi inferiori sono più adatte soluzioni di factoring tradizionale o dynamic discounting puntuale.

Vuoi valutare il modello per la tua azienda?

Una sessione di analisi gratuita per capire come il Reverse Captive Cooperfidi può portare valore alla tua filiera.

Richiedi un'analisi gratuita