Il reverse factoring captive non è un prodotto standard: è un programma costruito intorno al grande acquirente e alla sua catena di fornitura. PCC è l'orchestratore tra le parti.
È un programma di reverse factoring pro-soluto orchestrato da Cooperfidi tramite la piattaforma PCC, che mette in collegamento un Grande Debitore (Buyer), i suoi fornitori e un pool di 13 Factor partner.
Il Buyer firma un preventivo accordo con i suoi fornitori per il pagamento anticipato con sconto in fattura. La piattaforma PCC gestisce, archivia e automatizza l'intero flusso, dalle proposte alla generazione contrattuale fino al regolamento finale.
I caratteri distintivi del modello Cooperfidi:
Dal momento dell'emissione della fattura all'incasso da parte del fornitore, ogni passaggio è digitalizzato e tracciato sulla piattaforma PCC.
Il fornitore emette fattura al buyer per beni o servizi forniti.
Il buyer conferma le fatture approvate sulla piattaforma.
L'operatore factor paga in anticipo l'importo al fornitore a tasso captive.
Alla scadenza il buyer paga il factor secondo i termini concordati.
Le tre principali strutture di Supply Chain Finance a confronto, sui parametri che contano davvero per CFO e tesorieri.
Il Buyer firma un accordo con un Factor che, su richiesta del fornitore, anticipa il credito. L'onere factoring grava sul fornitore.
Il Buyer controlla una propria società di factoring (iscritta art. 106 TUB) e la consolida in bilancio. Massima personalizzazione ma alta complessità.
Accordo Buyer-Fornitore mediato dalla piattaforma PCC. Il Buyer paga tutti gli oneri, il fornitore riceve il 100%. Massima semplicità e flessibilità.
Esempio semplificato con una fattura di valore 100, per mostrare i flussi economici di tutte le parti.
Il fornitore carica fatture per valore € 100.
Il Buyer invia proposta di pagamento anticipato con sconto 3,50.
Il fornitore accetta, emette nota di credito di 3,50 e incassa € 96,50.
A scadenza paga € 96,50. Profit netto = € 1,00 (3,50 − 2 onere factor − 0,50 piattaforma).
Liquidità immediata, nessun onere factoring a carico, miglioramento PFN e rating.
Profitto generato dallo sconto, mantenendo intatto il ciclo di pagamento commerciale.
Reddito interessante senza competizione lato cedente.
Secondo l'osservatorio del Politecnico di Milano, il mercato della SCF italiana sta crescendo a un CAGR tra l'8% e il 10%. Le aziende riconoscono nel SCF uno strumento strategico per la resilienza della supply chain.
Il Reverse Factoring captive è la struttura più adottata dai grandi gruppi industriali e infrastrutturali, perché combina:
La soluzione è pensata per grandi buyer che corrispondono i pagamenti ai propri fornitori con termini compresi tra 60 e 150 giorni e che dispongono di un fatturato dell'ordine di almeno 100 milioni di euro. In questi contesti il programma captive esprime al meglio i propri benefici per l'intera filiera.
Nel factoring tradizionale è il fornitore che cede i suoi crediti a un factor. Nel reverse factoring captive, invece, è il buyer a sponsorizzare un programma centralizzato: i suoi fornitori possono cedere a tassi vantaggiosi (legati al rating del buyer) e con processi standardizzati.
Sì. Le operazioni sono strutturate per garantire la derecognition dei crediti per il fornitore e per evitare la riclassificazione dei debiti commerciali come debiti finanziari per il buyer. Il programma è validato con il supporto di primarie società di revisione.
Dipende dalla complessità della filiera. In media: 4-6 settimane per la definizione del programma, contratti e onboarding sistemico; 2-4 settimane ulteriori per l'onboarding dei primi fornitori. Il time-to-cash dal primo caricamento fattura è tipicamente di 48 ore.
I programmi captive sono efficienti a partire da volumi di fatturato annuo cedibile dai fornitori di circa 20 milioni di euro. Per volumi inferiori sono più adatte soluzioni di factoring tradizionale o dynamic discounting puntuale.